CONVEGNO A MESTRE  - Carmelo BARBAGALLO
Barbagallo: «Il varo del nuovo modello contrattuale è di buon auspicio anche per l'unità sindacale»
Il leader Uil interviene anche su Eni Versalis: «Non si svendano i gioielli di famiglia»
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15/01/2016  | Contrattazione.  

 

 

Carmelo Barbagallo ha partecipato, oggi, a Mestre, a un convegno organizzato dalla Uil Veneto su legge di stabilità, contratti e pensione. A margine dell'iniziativa, sollecitato dalle domande dei giornalisti, il leader della Uil è tornato sul tema della contrattazione e sul nuovo modello di relazioni industriali, appena varato dagli Esecutivi delle tre Organizzazioni sindacali. Barbagallo ha sottolineato il valore di questo importante passo anche nella prospettiva del progetto unitario.

 

«Un anno fa non era prevedibile una riunione di Cgil Cisl Uil che approvasse all'unanimità un documento su tali argomenti. È un bel segnale. L'unità sindacale, la nuova Federazione unitaria: io continuo a insistere su questo punto, dobbiamo sbrigarci, mi sto battendo per questo e mi auguro che si riesca a raggiungere l'obiettivo. Intanto - ha proseguito Barbagallo - ieri sera abbiamo approvato unitariamente il nuovo modello sulle relazioni industriali. Per quanto ci riguarda, siamo partiti col piede giusto. Oggi dovremmo inviare il documento alle parti datoriali, ma se si comincia con le polemiche, si comincia male. Noi partiamo sempre dalle proposte e dal dialogo. La finiscano, però, di dire che siamo in ritardo: loro sono in ritardo, si seggano al tavolo e discutano con noi.

 

Nella nostra proposta - ha sottolineato il leader della Uil - ci sono tutte le opportunità per far crescere la produttività, i salari, l'occupazione e il Paese. Se si vogliono cogliere questi aspetti, noi siamo pronti. Se invece si vuole fare da sponda a disegni liberisti per mettere i lavoratori sotto tutela degli imprenditori, non sempre e non tutti illuminati, non siamo d'accordo».

 

Barbagallo, infine, è intervenuto anche sulla vicenda Eni Versalis che, proprio in Veneto, è presente con uno storico stabilimento. «Il 20 gennaio ci sarà uno sciopero dei lavoratori di tutto il Gruppo Eni contro il tentativo di svendere i gioielli di famiglia. Siamo passati da Mattei a Matteo. Mattei ha sacrificato la sua vita per conquistare all'Italia un ruolo nella chimica e nella raffinazione: oggi si vorrebbe smantellare tutto. Bisogna evitare che ciò accada perché un Paese come il nostro ha bisogno della chimica, della raffinazione e delle industrie manifatturiere ad esse collegate. Non si può svendere la chimica che, peraltro, oggi, è tornata a far registrare bilanci positivi, a un «fondino» o «fondello» americano che non ha un disegno strategico sul settore. È necessario, invece - ha concluso Barbagallo - costruire una vera politica industriale». 

 

 

Mestre, 15 gennaio 2016 

 

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