LAVORO  - Carmelo Barbagallo
Barbagallo: «Il Jobs Act va modificato con i contratti»
Il leader della Uil, in visita al Sermig, pranza con gli ospiti del centro di accoglienza
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16/12/2016  | Sindacato.  

 

 

«La bontà è disarmante". È il motto che campeggia sui muri dell'Arsenale della pace di Torino, la storica struttura del Servizio Missionario Giovani che ospita e assiste persone di ogni nazionalità che vivono condizioni di disagio e di povertà. Agli inizi del secolo scorso, questo edificio era la sede dell'Arsenale militare italiano. Abbandonato all'incuria del tempo, grazie a un'eccezionale opera di volontariato, nel 1964, è stato riattato e destinato all'attività di accoglienza e solidarietà esercitata dal Sermig anche grazie alla disponibilità di migliaia di giovani e di volontari. In questo contesto, alla presenza del Segretario generale, Carmelo Barbagallo, si è svolto, oggi, il Consiglio confederale della Uil Piemonte, incentrato, in particolare, sui temi del lavoro. Barbagallo, poi, insieme a una folta delegazione della Uil, ha incontrato gli ospiti della struttura, pranzando con loro e donando, personalmente, una fetta di panettone a ognuna delle centinaia di persone assistite, in questi giorni, dal Sermig.

 

Intervistato, a margine dell'iniziativa, sul jobs act e sui rapporti con il nuovo Governo, Barbagallo ha ribadito che per cambiare quella riforma del lavoro, la via maestra è la contrattazione. "Noi siamo contro il Jobs Act tant'è - ricorda il leader della Uil - che abbiamo anche fatto uno sciopero generale: tuttavia, per cambiare quelle norme che consideriamo ingiuste, dobbiamo puntare su contratto e contrattazione. Certo è complicato, ma un Sindacato deve sempre battersi per realizzare ciò in cui crede. Abbiamo un confronto aperto con Confindustria, ad esempio, e se vogliono discutere ed evitare che ci sia un ulteriore e lacerante referendum nel nostro Paese, noi siamo disponibili a fare la nostra parte. Si evoca, spesso, come modello, il sindacato tedesco: va bene, ma quel modello va applicato per intero. L'IG Metall, ad esempio, ha acquisito il diritto di esprimere un parere e dare l'assenso su eventuali licenziamenti anche individuali. Insomma, così come abbiamo chiesto al Governo di non intervenire sulle materie del lavoro - ha precisato Barbagallo - così riteniamo che la scelta referendaria non sia adeguata a risolvere questi problemi, senza contare il rischio che per una simile consultazione, si possa non raggiungere il quorum. Vedremo come comportarci. I diritti del lavoro non devono essere usati per lotte politiche. Se, poi - ha proseguito Barbagallo - il Governo dovesse convocarci per apportare modifiche al testo, noi siamo pronti a sederci al tavolo e a discutere sul merito". E a proposito del nuovo Esecutivo, il leader del Uil ha sottolineato di condividere quanto affermato dal premier Gentiloni secondo cui la priorità deve essere il 'lavoro, lavoro, lavoro': "Aggiungiamo anche noi altre tre volte la parola 'lavoro' e così siamo in sintonia! Noi chiediamo che questo Governo porti a compimento i provvedimenti già definiti: occorre avviare la seconda fase in materia di previdenza per dare una prospettiva pensionistica ai giovani, varare l'atto di indirizzo per sottoscrivere i rinnovi dei contratti nel pubblico impiego, emanare i decreti per evitare i licenziamenti dei precari della pubblica amministrazione, finanziare gli ammortizzatori sociali, prevedere le risorse per garanzia donne. Dunque - ha concluso Barbagallo - abbiamo molte cose da fare in questo ultimo scorcio d'anno».

 

 

Torino, 16 dicembre 2016

 

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