Audizione Commissioni Cultura Camera e Senato  - Antonio FOCCILLO
Decreto attuativo su Enti pubblici di Ricerca
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29/09/2016  | Sindacato.  

 

 

 Audizione Commissioni riunite VII Camera (cultura) e VII Senato (istruzione)

 

Valutazioni sullo schema di decreto recante “Semplificazione delle attività degli enti pubblici di ricerca”
 
 
a cura dell’Ufficio Politiche Contrattuali Pubblico Impiego
 
 
Roma 29.09.2016
 
 
 
 
Lo schema di decreto, emanato in attuazione della delega legislativa contenuta nell’art. 13 della legge 7 agosto 2015, n. 124, recante “Semplificazione delle attività degli enti pubblici di ricerca”, recepisce i principi della Carta Europea dei Ricercatori e le migliori prassi internazionali del settore della ricerca ed interviene armonizzando in un unico provvedimento le diverse disposizioni vigenti e innovando la disciplina, sganciando le procedure per il funzionamento degli Enti Pubblici di Ricerca (EPR) della maggior parte di quelle delle Pubblica Amministrazione e accostandole a quelle delle Università.
 
 
Così esordisce la relazione illustrativa dello schema di decreto attuativo della delega Madia sugli EPR di fine agosto. Ebbene pur non entrando subito nel merito della nuova disciplina, è possibile sconfessare i contenuti di questo incipit con alcune considerazioni.
 
 
Dapprima con riguardo al recepimento dei principi della Carta Europea del Ricercatore possiamo dire che pochi sono i passi in avanti. Il decreto, infatti, si limita a farne un richiamo, rinviandone l’applicazione ai singoli enti attraverso modifiche statutarie e regolamentari. È evidente che così il recepimento sarà estremamente disomogeneo.
 
 
In secondo luogo, basta guardare l’ambito di applicazione della norma per far saltare subito all’occhio un’immotivata esclusione dall’elenco di parte del personale interessato dal decreto (in particolare quello destinato all’Anpal), persistendo di conseguenza una eterogeneità di disposizioni in materia.
 
 
Sull’autonomia, infine, che dovrebbe discendere dalla eliminazione per gli EPR dei vincoli previsti per la P.A., avremo modo di spiegare i motivi per i quali le disposizioni in esame non permettano ancora un adeguato assetto per gli istituti interessati.

 

Ciò detto, l’analisi dell’atto governativo suscita non poche perplessità che ci apprestiamo a rappresentare.
 

 

Vanno innanzi tutto fatti rilievi sul tetto delle spese per le assunzioni del personale a valere sui fondi ordinari trasferiti dallo Stato ai singoli enti, che viene fissato all’80% di un indicatore costituito da un numeratore pari alla somma degli assegni fissi per il personale calcolata al 31 dicembre dell'anno precedente e da un denominatore pari al fondo ordinario attribuito all'Ente nel medesimo esercizio. Qualora il limite de1l'80% venga raggiunto o superato al 31 dicembre dell'anno precedente, l'Ente non potrà procedere ad assunzioni sul fondo ordinario fino al momento in cui l’indicatore non torni al di sotto del tetto di spesa. Chi è sopra non...
 
 
 
 
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