X Giornata mondiale per la consapevolezza dell'Autismo  - Silvana ROSETO
Roseto: ''Diagnosi precoce, sostegno alle famiglie e piena inclusione.''
''Il percorso è stato intrapreso, ma c’è molta strada ancora da fare''
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01/04/2017  | Welfare.  

 

“L’autismo è una patologia particolarmente insidiosa, non sempre facile da diagnosticare, finendo talvolta con il rimanere nascosta. Abbiamo di fronte una disabilità particolare: a carenti conoscenze mediche si accompagna il carente impegno delle istituzioni.” E’ questo il commento della Segretaria Confederale Uil Silvana Roseto, in occasione della Giornata Mondiale per la consapevolezza dell’autismo.

 

“Si tratta di una patologia che in base ai dati dell’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) è cresciuta di 10 volte negli ultimi 40 anni, colpendo a livello mondiale 1 bambino ogni 160. In Italia non disponiamo di dati ufficiali e questo ad ulteriore conferma della difficoltà diagnostica .

 

Che l’attenzione e la sensibilizzazione nel nostro Paese siano aumentati è un dato innegabile, basti pensare all’approvazione della legge sull’autismo (134/2015) e, più di recente, all’inserimento di questa patologia all’interno dei nuovi LEA. Ma non è sufficiente: occorre promuovere la ricerca soprattutto per quel che riguarda la diagnosi, incentivare il miglioramento dei servizi territoriali, formare personale qualificato, contrastare ogni forma di discriminazione e soprattutto allontanare il rischio di isolamento, non solo per la persona affetta dalla patologia ma soprattutto della famiglia, che il più delle volte si trova a dover affrontare in completa solitudine questa particolare situazione, tra pregiudizi e nell’indifferenza.

 

E’ opportuno ribadire che l’autismo non riguarda solo l’infanzia: i bambini autistici diventeranno adulti autistici. E’, pertanto, sicuramente fondamentale la promozione di efficaci percorsi di inclusione scolastica; tenendo presente, altresì, che le persone raggiunte da autismo potranno e dovranno vivere una vita adulta con tutti i diritti e doveri che ciò comporta. Nella realtà resta molto da fare anche sul piano occupazionale - benché se adeguatamente sostenuti e accompagnati i cittadini con autismo possono svolgere attività lavorative - : purtroppo l’80% di costoro sono disoccupate; è un dato allarmante, essendo inconfutabile che il lavoro, soprattutto per le persone con disabilità, rappresenta non solo una fonte di sostegno economico, ma anche e soprattutto uno strumento identitario, un veicolo per la piena inclusione e la condizione essenziale per la garanzia della pari dignità sociale.”

 

Roma, 1 aprile 2017

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