(AGI) - Roma, 8 feb. - L'accordo a sostegno dell'occupazione firmato nei giorni scorsi con Intesa Sanpaolo da Dircredito, Fabi, Fiba-Cisl, Silcea, Sinfub, Ugl e Uilca - che prevede circa 600 nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato e la conferma di altri 400 tempi determinati - "va in controtendenza" in un momento di forte crisi occupazionale. Lo hanno sottolineato i segretari generali della Uil e della Cisl, Luigi Angeletti e Raffaele Bonanni, nel corso della presentazione dell'intesa. "Con centinaia di persone in cassa integrazione e altrettante sull'orlo della perdita di posti di lavoro - ha spiegato Angeletti - questo accordo va in controtendenza perche' ci si impegna ad assicurare posti di lavoro sviluppando attivita' in Italia piuttosto che delocalizzarle". Secondo Angeletti e' anche un modo "per rispondere alla molte critiche che i sindacati si sono sentiti rivolgere nel corso degli anni di tutelare i soggetti gia' tutelati abbandonando gli altri a contratti assolutamente precari". Sulla stessa linea Bonanni secondo il quale "se le banche potessero sempre piu' utilizzare queste occasioni per riconciliarsi con i cittadini sarebbe positivo, in una fase in cui non si conosce ancora bene quanto devono prendere i manager".
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Roma, 8 feb. - (Adnkronos) - "Un contributo importante. Un accordo che e' una risposta a quanti criticano il sindacato accusandolo di proteggere solo i garantiti e mai i giovani". Cosi', all'unisono, i leader di Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, difendono l'accordo per il sostegno all'occupazione firmato nei giorni scorsi con Intesa Sanpaolo e non siglato dalla Cgil nel corso di una conferenza stampa. Un'intesa che prevede circa 1000 assunzioni; 150 in ciascuna delle aree critiche de L'Aquila, Lecce, Potenza, 100 a Torino oltre al passaggio ad un contratto a tempo indeterminato per circa 400-500 lavoratori in base all'accordo del luglio 2008. Per i lavoratori assunti nelle aree a forte criticita' occupazionale il salario sara' ridotto del 20% ma per un solo quadriennio. Nel terzo anno di assunzione il lavoratore potra' optare per l'iscrizione tra la Cassa assistenza sanitaria del gruppo Intesa e l'iscrizione alla Cassa di Assistenza Sanpaolo Imi mentre gia' a decorrere dalla data di assunzione sara' data facolta' di iscrizione al Fondo Pensione per il personale non dirigente delle aziende del gruppo bancario Intesa Sanpaolo."Questo accordo dimostra come non ci sia bisogno di gabbie salariali o di una deregulation a casaccio per costruire una politica economica concreta", prosegue Angeletti.Di parere diametralmente opposto la Cgil che non condivide soprattutto il 'taglio' al salari di partenza dei lavoratori assunti in aree di crisi. "L'accordo deroga al contratto nazionale di lavoro, il quale non prevede allo stato questo tipo di penalizzazioni e per lo piu' all'interno di in un solo gruppo. L'accordo inoltre peggiora radicalmente il contratto nazionale: un fatto inaccettabile che si registra in una delle prime banche italiane e all'interno di un settore economicamente florido, con utili consistenti utili e che paga lauti dividendi''.'', spiega la segreteria nazionale della Fisac Cgil, Graziella Rogolino secondo cui l'intesa "prepara le condizioni per peggiorare il contratto di lavoro per tutti e che deve essere rinnovato entro la fine dell'anno''. La Fisac,dice ancora, ''non e' contraria a posti di lavoro aggiuntivi e ad assunzioni di categorie svantaggiate ma l'azienda avrebbe potuto utilizzare gli strumenti in atto, comprese le riduzioni fiscali e contributive che la legge prevede, senza aggiungere ulteriori penalizzazioni''. Infatti, continua, ''la giustificazione della riduzione dello stipendio con la formazione e' del tutto infondata: tutti in azienda godono di processi formativi senza subire decurtazioni salariali''.