SARDEGNA  - Tiziana BOCCHI
CGIL CISL UIL: coniugare decarbonizzazione e sviluppo
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03/02/2020  | Ambiente.  

 

 

COMUNICATO CGIL CISL E UIL

 

 

Si è svolto venerdì 31 gennaio il tavolo su Phase out delle centrali a carbone della Sardegna, presieduto dalla sottosegretaria Todde ed alla presenza delle delegazioni sindacali confederali e di categoria nazionali, territoriali e le Rsu di Cgil, Cisl e Uil.

 

È stata ribadita la necessità di avviare un percorso di decarbonizzazione dell’economia sarda in contemporanea ad investimenti nelle rinnovabili secondo le indicazioni del Pniec predisponendo inoltre programmi di investimento che contemplino la salvaguardia dei livelli occupazionali.

 

Tuttavia, senza un quadro programmatico e regolatorio certo non si è in grado di progettare l’eventuale riconversione delle centrali; processo reso oltremodo difficile dalla mancanza dei necessari gasdotti.

 

È stato inoltre evidenziato come, seppur Terna abbia in programma lo sviluppo di un nuovo elettrodotto Hdcv Sardegna-Sicilia, i tempi di realizzazione vadano ben oltre il 2025.

 

Paventiamo un grave rischio di indebolimento del già fragile sistema industriale della Sardegna che non va ulteriormente stressato da programmi indefiniti e senza risorse certe.

 

Condividiamo quindi le conclusioni della sottosegretaria che, senza le opere previste, non si possono realizzare gli obiettivi del Pniec:

 

1. Garanzia della fornitura di gas (dorsale dopo acb di rse)

2. Nuove FER

3. Ottimizzazione rete elettrica per poter sviluppare ed utilizzare Fer

4. Nuovo Hvdc e opere connesse (centrale 400mw e compensatori)

5. Phase out con riconversione centrali

 

Cgil, Cisl e Uil sono per coniugare decarbonizzazione, sostenibilità sociale e sviluppo, risparmio ed efficienza energetica, sviluppando un impegno reale sulle Fer, favorendo anche l’autoconsumo.

 

Rimane fondamentale lo sblocco degli investimenti previsti negli accordi  di programma fatti e gli impegni già presi con imprese come Alcoa, Eurallumina, Carbosulcis, Eni, Saras, ed altre. Occorre sbloccare inoltre i lavori del porto canale in quanto le incertezze causano ritardi su obiettivi ambientali.

 

Occorre infine maggiore consapevolezza che senza il gas rimarrà il carbone, anche dopo 2025: questo sembra essere l’esito della tanta incertezza di questi ultimi anni.

 

Cgil, Cisl Uil di concerto con le federazione di categorie, le Rsu e le strutture territoriali interessate presidieranno tutti i tavoli di confronto nazionali e locali al fine di definire un programma organico di Phase out coerente con i principi della giusta transizione, equa e sostenibile.

 

 

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