“È urgente e non più rinviabile che il governo apra un tavolo istituzionale sulla previdenza, che affronti non solo il tema dell’adesione ai fondi complementari - ha sottolineato Biondo - ma anche quello dell’adeguatezza delle pensioni, della flessibilità in uscita e del sostegno ai redditi da lavoro oggi sempre più erosi dall’inflazione e dalla precarietà”.
È quanto ha dichiarato il segretario confederale della Uil, Santo Biondo.
“Se oggi i salari crescono meno del costo della vita e se il tasso di sostituzione tra ultima retribuzione e assegno pensionistico continua a calare, il rischio concreto è che milioni di lavoratori diventino domani pensionati poveri. E saranno ancora una volta le finanze pubbliche e lo Stato sociale a doversi far carico di questa fragilità. La previdenza complementare - ha rimarcato Biondo - deve diventare un diritto riconosciuto nei contratti collettivi nazionali, esteso a tutti, superando la frammentazione e l’esclusione di interi comparti, come l’artigianato o la sanità privata, ancora oggi fuori dai circuiti dei fondi negoziali”.
Per incentivare l’adesione ai fondi si potrebbe pensare all’iscrizione automatica al momento dell’assunzione, con possibilità di recesso; a campagne di informazione capillare nei luoghi di lavoro; a una maggiore deducibilità fiscale per i versamenti volontari e al sostegno pubblico per i lavoratori a basso reddito, con il versamento iniziale di una quota statale.
Fondamentale - ha proseguito il sindacalista della Uil - sarà anche il rafforzamento della Covip, autorità di vigilanza indipendente. Serve, poi, una riflessione seria sulla dimensione dei fondi pensione: occorre promuovere aggregazioni tra fondi piccoli o settoriali per aumentare efficienza, competitività e impatto sociale degli investimenti“.
“Il Governo ascolti i sindacati - ha concluso Biondo - serve una riforma previdenziale equa, inclusiva e sostenibile. Senza un secondo pilastro forte, il futuro sarà fatto di pensioni inadeguate e disuguaglianze crescenti”.
Roma, 3 aprile 2025