“Il governo continua a dire che va tutto bene, ma i dati Inps dimostrano l’esatto contrario: il lavoro stabile e di qualità è in calo”
Lo ha dichiarato la segretaria confederale della Uil, Ivana Veronese.
“L’Istituto ha certificato che è diminuito sia il numero di nuovi rapporti di lavoro rispetto al 2023 (-1,8%) sia le assunzioni con contratti a tempo indeterminato e in apprendistato. Aumentano, viceversa, i rapporti di lavoro a chiamata (+ 4,5%). Nel 2024 - ha proseguito Veronese - l’incidenza dei nuovi rapporti di lavoro temporanei o precari è stata dell’80,5%, una percentuale, è bene ricordarlo, al netto dei numerosi strumenti a disposizione dei datori per inserire personale nelle loro aziende. Pensiamo ai tanti tirocini e collaborazioni che spesso nascondono lavoro subordinato, fino alla piaga delle piaghe che è il lavoro nero”.
“E’ molto difficile, quindi - ha rimarcato la segretaria - sostenere che il nostro mercato del lavoro goda di buona salute. A confermarlo ci sono i dati del rapporto Oil, dai quali si evince che l’Italia è tra i Paesi del G20 con la maggiore riduzione dei salari reali dal 2008, o i dati Eurostat, secondo cui rimaniamo ultimi per tasso di occupazione complessiva, femminile e giovanile”.
“Eppure, il governo dice che va tutto bene e fino ad oggi non ha ritenuto di aprire alcun confronto con le parti sociali. Noi, invece - ha concluso Veronese - riteniamo che le tante richieste di ascolto delle lavoratrici e lavoratori, intercettate dal Sindacato anche con la campagna Uil ”No ai lavoratori fantasma“, debbano essere oggetto di un confronto serio e costruttivo tra governo e parti sociali”.
Roma, 27 marzo 2025